COLESTASI

Definizione 

La colestasi è una sindrome clinica, di gravità variabile, conseguenza di una alterazione della secrezione o del deflusso di bile verso il duodeno.

La definizione di colestasi varia a seconda del punto di vista che si considera.

Dal punto di vista biochimico, il riscontro è l’elevazione serica di enzimi specifici, come la fosfatasi alcalina e la gamma-glutamil-transferasi, e la ritenzione nel sangue di sali biliari e la bilirubina, che normalmente vengono secreti nella bile.

Dal punto di vista istopatologico, la colestasi è definitita dalla presenza di segni di stasi di sali biliari e/o bilirubina nei campioni bioptici.

Dal punto di vista clinico, la colestasi è caratterizzata dalla presenza di uno o più sintomi specifici, quali il prurito e l’ittero, e di sintomi aspecifici, come l’astenia e il dolore biliare. 

Subittero sclerale

Nelle malattie di lunga durata, è presente malassorbimento dei grassi e del calcio, con conseguente osteopenia.

La frequenza con cui si riscontrano Pazienti con colestasi, varia quindi in base alla definizione.

Il riscontro di alterazioni, compatibili con una”colestasi biochimica”, è relativamente frequente, mentre più rara è la frequenza di colestasi”clinicamente manifesta”.

Una definizione omnicomprensiva di colestasi, che tenga conto delle molteplici determinanti fisiopatologiche esposte, può essere la seguente:

“una sindrome clinica, con etiologia multipla, caratterizzata dalla ritenzione nel fegato e nel compartimento ematico di una o più sostanze normalmente secrete nella bile, causata da un deficit completo o selettivo della secrezione biliare, oppure dalla presenza di una o più ostruzioni dell’albero biliare intra-o extra-epatico”

Ciò implica che la sindrome colestatica comprende due entità distinte dal punto di vista causale:

la colestasi da deficit secretivo e la colestasi da causa ostruttiva, che corrispondono, sommariamente, alla colestasi intra ed extra-epatica.

Realizzato da Digitalfingers
Torna su